martedì 17 febbraio 2009

Una storia di democrazia,tolleranza, e libertà

Come sempre, un paese arabo mostra al mondo il suo concetto di democrazia, anche nello sport! Come sempre, qualcuno mi dirà che faccio paura, che non sono tollerante, e che sono una razzista. Ed io continuerò a pensare che non sono io ad essere razzista, ne intollerante, non sono io a fare paura... soltanto ho un pensiero un po' diverso di quello che molti considerano "politicamente corretto":

Le autorità degli Emirati Arabi non hanno concesso il 'pass' alla giocatrice Shahar Peer, che lo scorso anno a Dubai era diventata la prima israeliana a prendere parte ad un torneo organizzato in un paese del Golfo
La tennista israeliana Shahar Peer si è vista rifiutare il visto di entrata dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti, dove da domani avrebbe dovuto prendere parte al torneo di Dubai. La Peer, 21 anni, numero 48 del mondo, che lo scorso anno a Doha era stata la prima giocatrice israeliana a prendere parte ad un torneo organizzato in un paese del Golfo, avrebbe dovuto affrontare la numero 15 del seeding, la russa, Anna Chakvetadze. Le tensioni in Medio Oriente per l'offensiva militare israeliana contro la Palestina, hanno spinto le autorità degli Emirati Arabi a non concedere il visto d'ingresso alla giocatrice che ha svolto il servizio militare nell'esercito israeliano.
''Siamo profondamente delusi, dalla decisione degli Emirati Arabi Uniti, di negare il visto d'ingresso nel paese - ha commentato Larry Scott, portavoce della Wta, il circuito femminile -. La Peer ha guadagnato il diritto di giocare il torneo ed è deplorevole che le sia stato negato questo diritto. La Wta ha delle regole chiare, nessun paese dovrebbe negare ad una giocatrice il diritto di prendere parte ad un torneo dove era qualificata".
Scott ha inoltre spiegato che la "Wta sta analizzando quanto avvenuto, per tutelare in tutte le sedi la Peer, e sta studiando delle azioni nei confronti del torneo di Dubai".

13 commenti:

Reyjam ha detto...

Grande gesto di democrazia.
...
Stavolta l'ho sparata grossa. Purtroppo nei paesi arabi la pensano così e fino a quando non cambieranno idea rimaranno arretrati.

Reyjam.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Non sano cosa è la democrazia. E, per ora non si vede che abbiano nessuna intenzione d'impararlo.

Anna ha detto...

Ma, che cosa faranno tutte queste organizzazioni sportive?
E gli altre, giocheranno lo stesso?

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Ci vorrebbe che nessun tennista ci andassi! Porca troia!

Unknown ha detto...

Bisogna smetterla di dare in mano a questi paesi eventi sportivi internazionali, perchè non sono capaci di ragionare al di fuori delle logiche medievali dell'islam, e lo sport dovrebbe stare lontano da questa gente che conosce solo la parola dell'odio e dell'intolleranza.

Anonimo ha detto...

non hanno neanche una coscienza per potersi vergognare.....lasciamoli a pascolare i cammelli

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Mi dispiace che il campionato di F1 cominci a Bahrain. Io non gli lascierei correre a nessun paese arabo.

Anonimo ha detto...

gli auguro 7 giorni di tempesta di sabbia così da non poter correre...

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Pregherò per che abbia ragione. Sabbia per loro!

Anonimo ha detto...

sabbia e oblio..........

Anna ha detto...

Un po’ cattivi, no?, e gli altri che devono andare là?, come per esempio Alonso o la fidanzata di Dumhaik?

Anonimo ha detto...

per alonso non so...volerà via...
ma per l'amica di dumaik la tempesta di sabbia non riesce a smuoverla

Anna ha detto...

Nooooooooooooo, questa no, quella che ha messo sul suo blog.