venerdì 13 giugno 2008

Letteratura politicamente corretta

Sempre (quasi) compio le mie promesse e, quindi, devo parlare della scrittrice catalana Mercè Rodoreda, adesso che ho già finito il corso e non ho paura della mia insegnante (eh eh eh)!
Per farvi capire bene la questione, a voi i miei amici italiani della blogosphera, dirò che la Signora Rodoreda è un mito della letteratura catalana. Quest’anno la Catalogna celebra il centenario della sua nascita e ci sono tanti eventi per parlarne... per esempio, nelle scuole, fanno leggere i suoi libri a tutti gli adolescenti che, per dirlo soavemente, non sono specialmente contenti. Adesso che non è facile fare godere della lettura ai giovane, sono convinta che farli leggere questa autrice non è una buona strategia. La sola buona notizia è che siamo già al Giunio e restano soltanto 6 messi per finire le celebrazioni! Magari l’anno prossimo parleremo d’altri autori meno noiosi!
Sono una lettrice convulsiva da sempre. Ho letto tutto quello che è mai arrivato nelle mie mani, quello che si chiama letteratura, comics, romanci, teatro, poesia... e mai mi sono annoiata.... Ma Perbacco, la Rodoreda!
Riconosco che il suo modo d’usare la lingua è bello, ma quello che dice... Infatti, credo che non dice niente!
Il libro più famoso “La Plaça del Diamant” spiega la storia d’una giovane sposata con un marito stupido, e la cosa più diveretente che fanno nel trascorso del romanzo è allevare colombi nel terrazzo! Gli esperti dicono che è un grande retratto dell’epoca... Ma dai...
Un altro libro, “Mirall Trencat” (Lo specchio roto) è la storia d’una famiglia dove il padre ha un romanzo con la domestica. Questa storia l’ha presso dopo un scandalo che è successo all’inizio del secolo XX in una famiglia molto conosciuta del paese, ma è raccontato d’una forma molto semplice... i buoni sono molto buoni e i cattivi molto cattivi... pfffff
Dire questo che dico, cui, alla Catalogna, non è politicamente corretto e sicuramente qualcuno dirà che non ho capito niente, o magari considererà che sono un’ignorante o, ancora peggio, una mala catalana.... La verità è che considero che il tempo che abbiamo non è lungo e ci bisogna scegliere bene con che lo perdiamo e, inoltre, sono sufficientemente vecchia per dire quello che penso, visto che non ho più bisogno di farmi un bel curriculum.

11 commenti:

Anna ha detto...

Per tutatis!!!!
Non so cosa dire, adesso penso, e penso, e penso, e ti dico qualche cosa...

Anna ha detto...

Ancora penso...

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Pensa, pensa... Ma ricorda che non hai bisogno d'un bel curriculum a la tua età!

Maximilian Hunt ha detto...

Ammetto la mia ignoranza. Non conosco affatto la scrittrice di cui parli nel tuo post. Che tu sappia è mai stata tradotta in italiano?

Maximilian Hunt ha detto...

al di la di quanto detto sopra (ho cliccato involontariamente su pubblica commento) fai benissimo ad esprimere quello che pensi, a qualunque età.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Maximilian: Non so se questa autrice è stata tradotta all'italiano ma quelli che dicono che è buona davvero dicono che i suoi libri sono tradutti a tante lingue...
Io direi, però, che sarebbe meglio cominciare per leggere Oscar Wilde (mi piace tantissimo) invece...
Ma, se un giorno hai la voglia d'annoiarti, può cercare nel Amazon per vedere se trovi le opere de Mercè Rodoreda in italiano. (eh eh eh)

Anna ha detto...

Da chi parliamo, del tuo babbo o del mio?.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Dori, Dori... Non fai finta di non capire: Parla della Rodoreda se hai co... !!! Davvi la tua oppinione se sei brava.... ah ah ah
Se a te piace questa autrice, credo che a casa ho uno o due dei sui libri e posso donarteli come regalo di compleanno... quindi...

Anna ha detto...

Vaaaaaaaaaaalens.
Veramente io non posso opinare molto sulla Rodoreda perché ho letto solo la piazza del diamante, che non m’è piaciuta, e per tanto non ho insistito. Ma mia figlia Alba l’ha letto e l’ha studiato abbastanza, doveva farlo per la maturità, e n’anche a lei l’è piaciuta.

Sì è stata tradotta a l’italiano, vi dico:

La piazza del Diamante [La plaça del Diamant]. Traduzione dall'originale catalano di Guiseppe Cintioli. Milano: Arnoldo Mondadori, 1970.
Aloma. Traduzione e nota critica Anna Maria Saludes i Amat. Firenze: Giunti, 1987. (Astrea, 12)
Il giardino sul mare [Jardí vora el mar]. Traduzione A cura di Clara Romanò. Milano: La Tartaruga, 1990. (Narrativa)
La piazza del Diamante [La plaça del Diamant]. Traduzione dal catalano di Anna Maria Saludes i Amat. Torino: Bollati Boringhieri, 1990. (Varianti)
Via delle Camelie [El Carrer de les Camèlies]. Traduzione di Clara Romanò. Milano: La Tartaruga, 1991. (Narrativa)
Lo specchio rotto [Mirall trencat]. Traduzione di Anna Maria Saludes i Amat. Torino: Bollati Boringhieri, 1992. (Varianti)
Un vestido nero con pailletes : lettere 1939-1956 [Cartes a l'Anna Murià]. A cura di Clara Romanò. Milano: Rosellina Archinto, 1992.
Colpo di luna : veintidue racconti [Vint-i-dos contes]. Traduzione di Clara Romanò. Torino: Bollati Boringhieri, 1993. (Varianti)
Isabel e Maria [Isabel i Maria]. Traduzione di Clara Romanò. Milano: La Tartaruga, 1994.
Quanta, quanta guerra... Traduzione di Anna Maria Saludes i Amat. Torino: Bollati Boringhieri, 1994. (Varianti)
Viaggi e fiori [Viatges i flors]. Traduzione di Angelo Morino. Torino: Bollati Boringhieri, 1995.
La morte e la primavera. A cura di Brunella Servidei. Palermo: Sellerio, 2004. (Il constesto ; 7)

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Ma... cosa fai? Che vuoi? Adesso che abbiamo tanti amici italiani vuole che diventino annoiati di noi, i catalani??? Ma dai!!!!

J. M. Beroy ha detto...

Disculpad, no se italiano, pero he podido entender lo suficiente de este post. Yo soy catalán, o al menos vivo en Catalunya. Estoy completamente de acuerdo con Gli amici... y me temo que es algo que ocurre con frecuencia en la literatura catalana: es, sencillamente, mediocre. Mala, incluso. Aburrida. Pretende ser siempre politicamente correcta y termina por ser anodina, escrita por literatos mediocres que durante el día trabajan en una oficina y escriben los fines de semana. Gente sin auténtica vocación, talento ni creatividad.
Salvaría, quizás, a Josep Pla y, entre los últimos, a Albert Sánchez Piñol.
Un saludo desde Barcelona.