lunedì 16 giugno 2008

Danimarca: Democrazia e libertà nella palestra

Dice Jose Brechner in un articolo che la forma più conosciuta dei musulmani per fare paura e conseguire un certo dominio su le società occidentali é il terrorismo. Ma, secondo lui, esiste una forma più sottile per influenzare sopra i popoli che gli danno accoglienza: la tattica demografica.
Le donne musulmane, a differenza delle occidentali, non usano metodi per evitare la concezione e sono incoraggiate ad avere molti figli. É frequente vedere delle famiglie con 10 o 12 ragazzi. Questa situazione produce una sproporzione numerica nei paesi dove arrivano, ed è utilizzata per impostarsi sulla società anfitrione, per diventare eventualmente maggioranza. Questa tattica è praticata in Israel per i palestinesi, in Libano per i ciiti e suniti, ed in Europa per i musulmani in generale, dove sono già 54 milioni.
Fino 1979 praticamente non si vedevano dei musulmani a Copenhague. I danesi ricevevano cordialmente i estranei, sentendosi orgogliosi del suo socialismo liberale che aveva vinto i conservatori in 1929, ed risaltavano per loro riuscite socioeconomici.
La Danimarca aveva lavorato duramente per diventare una società aperta dove si offriva ai nuovi arrivati gli stessi vantaggi che avevano i cittadini nazionali. La criminalità era molto bassa, il livello educativo straordinario ed avevano una ammirabile storia d’umanismo e multiculturalità.
Nel 1990 la popolazione musulmana aveva cresciuto e non mostrava nessun interesse per integrarsi nella società danese, piuttosto comincio a condannare il suo stilo di vita liberale, che loro considerano decadente. In un articolo pubblicato da Daniel Pipes e Lars Hedegaard dove pronosticavano che il problema migratorio sfrutterebbe in Danimarca, spiegavano: “Gli immigranti musulmani formano il 5% del popolo, ma consumino il 40% degli aiuti sociali”. “I musulmani sono appena 4% del popolo danese formato da 5.4 milioni, ma fra loro sono la maggioranza degli violatori convitti, un assunto infamabile, se consideriamo che praticamente tutte le vittime sono non musulmane. Le stesse proporzione si manifestano negli altri crimini”.
Un studio più recente mostra che soltanto il 5% dei musulmani sposano delle donne danesi. Gli abitudine islamici obbligano che la loro figlia sposi alcun famigliare musulmano perché in caso contrario è condannata a morte, fatto che, logicamente, fa paura alle donne scandinave. Gli islamici non hanno nessun rispetto per gli abitudine e le norme del paese, e predicano apertamente che vogliono introdurre le legge dal Corano nel momento in cui la popolazione abbia un numero maggiore. Al ritmo presente, dopo 40 anni, uno di cada 3 abitanti sarà musulmano. Non è una sorpresa, quindi, che nel 2005 hanno avuto un episodio di violenza nelle strade per la pubblicazione degli caricature di Maometto nella pressa danese, che finisci col attaco suicida all’ambasciata di Danimarca nel Pakistan la settimana scorsa, che Al Qaeda ne ha richiamato la sua fattoria.
Nel 2001, i danesi hanno scelto il governo più conservatore in 70 anni, lasciando in dietro le loro generose idee immigratorie. Oggi la Danimarca ha le leggi più dure d’Europa in questo tema, cosa che è stata qualificata di “razzismo” per la pressa “progressista” europea.
Oggi, se vuoi essere danese, devi studiare la loro lingua tre anni; devi passare un esame su storia e cultura danese; devi avere abitato 7 anni nel paese per chiedere la cittadinanza; devi mostrare la tua intenzione di lavorare, e devi avere un lavoro aspettandoti. Se vuoi portare la tua moglie, i due sposi devono avere più di 24 anni, e non è facile per niente portare con te i tuoi famigliari ed amici. Non potrai costruire una moschèa a Copenhague, sebbene i tuoi figli avranno circa di 30 scuole di cultura e lingua arabe per scieglere.
In 2006, il ministro del lavoro, Claus Hjort Frederiksen, spiegò che i musulmani avevano abusato del sistema di sicurtà sociale in una forma che, eventualmente, potevano portare lo Stato al disastro.
La ministra d’Immigrazione, Rikke Hvilshoj distacca per la sua fermezza nell’applicazione delle leggi. Per provarla, l’imano radicale Ahmed Abdel Rahman Abu Laban, l’esigi una compensazione monetaria “per placare la sede di vendetta della famiglia” per un musulmano che fu ammazzato in un suburbio. Hvilshoj riusò la domanda, e l’imano argomentò che questa era l’abitudine nella cultura islamica. La ministra replicò che quello che si fa nei paese musulmani non è necessariamente quello che si fa in Danimarca. La risposta non si fu aspettare. Mieterono fuoco nella sua casa mentre dormiva col suo marito e loro figli. Si sono tutti salvati, ma è stata obbligata a trasferirsi a un luogo segreto, e per la prima volta tutti i ministri hanno degli guarda del corpo per proteggerli, in un paese dove la violenza era inusuale.
Quello che succederà negli prossimi 10 anni determinerà se la Danimarca sopravive come un bastione di vita civilizzata, con il suo grande sentito umanistico e responsabilità sociale, o se diventerà una nazione in guerra civile contro i promotori della Sharia.
Mentre tanto, l’Europa guarda in silenzo e la presa progressista insulta i danesi chiamandoli “razzisti”.
In conclusione... siamo diventati tutti pazzi!

7 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

dici bene dei musulmani e della strategia dell'aumento demografico, ma non siamo matti ma dobbiamo dimostrare che la ragione vince sull'ignoranza e stupidità

Anna ha detto...

E qui i nostri politici vogliono donare il voto ai musulmani.
Sarà per farci mettere un burka ?

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Grazie pel tuo commento, Carmine. Magari i citadini non siamo matti, ma i nostri politici si, purtroppo... Sembra che non capiscono quello che succede.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Buon Giorno Anna! Come ci vedremo col burka tu ed io? Magari non dovreemo fare l'operazione bikini tutte le primavere... eh eh eh

Reyjam ha detto...

Mamma mia, che argomento che mi hai tirato fuori. Ora mi lecco i baffi. In Italia questo problema è elevato. La legge aiuta questo sistema in vari modi. Detrazioni fiscali per ogni figlio, casa comunale con affitti bassissimi, tasse scolastiche zero, niente bollo auto, possibilità di vivere in 28 in un monolocale,ecc... Per non parlare dei numerosi privilegi: precedenza nei bandi di concorsi pubblici, negli aiuti finanziari, ecc... Inoltre la maggior parte viene clandestinamente per compiere crimini e per lavorare in nero. Mettiamo in chiaro non parlo di mussulmani, romuni o altro. Parlo di immigrati in generale. Se vengono, cercano un lavoro onesto, pagano le tasse come tutti allora va tutto bene. E ce ne sono tanti così. E contro di loro non ho problemi. Ma se venite a fare problemi, tutti quanti a casa.

Reyjam.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Sono d'accordo con te, Reyjam. Mà esiste un però... con i musulmani: dal mio punto di vista di donna, non posso neanche vederli nella stessa strada che io! Non posso con loro! Quando penso alla considerazione che hanno per le donne, che considerano inferiore, proprietà di loro mariti, o genitori, o fratelli... per me, possono tornare nei loro paese e restarci per sempre!

Maximilian Hunt ha detto...

Sempre non politically correct. Mi piace il tuo stile.
Buona serata!