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sabato 1 novembre 2008

Da leggere: Comma 22 da Joseph Heller


Il libro, edito nel 1961 rappresentò una feroce critica alla guerra narrando le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi appartenenti a uno stormo di bombardieri operante in Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Una copia del romanzo appare nella diciassettesima puntata della terza stagione del serial televisivo Lost.
Il romanzo, basato su esperienze personali dello stesso Heller, aviatore nell'USAF durante la seconda guerra mondiale, è ambientato in Italia, contesto che Heller aveva avuto occasione di conoscere durante il conflitto. Al centro della vicenda un reparto di aviatori (basato sull'isola di Pianosa) che esegue pericolose missioni di bombardamento a bordo di B-25 Mitchell (lo stesso tipo di velivolo su cui aveva volato Heller). Ovviamente, maggiore è il numero di missioni eseguite, maggiore la probabilità di essere feriti o uccisi. E maggiore lo stress psicologico cui vengono sottoposti i membri del reparto.
Il più stressato è senz'altro il capitano Yossarian, che è terrorizzato all'idea che il numero delle missioni che ogni aviatore deve svolgere prima del congedo continui ad aumentare. I timori di Yossarian non sono del tutto infondati: il numero di missioni aumenta più volte nel corso del romanzo, a causa dell'ambizione e del cinismo del comandante dello stormo, il colonnello Cathcart.
Attorno a Yossarian, che comincia a fare cose bizzarre nella speranza di essere diagnosticato pazzo e quindi inabile al volo, ruotano altri personaggi più o meno strambi: Aarfy, il maggiore Maggiori, Dunbar, Milo Minderbinder, il pastore Shipman, e altri. Dall'interazione di questi individui nasce una serie interminabile di gag e di scene surreali e irresistibilmente comiche, tutte basate sull'assurdità della guerra vista con gli occhi della truppa, della carne da cannone.
Attorno alle vicende degli aviatori si avvolge una ragnatela di storie grottesche di burocrazia militare e sopraffazione, di cui sono protagonisti gli ufficiali superiori (come il cinico e brutale generale Dreedle), che s'intrecciano continuamente con la storia di Yossarian e dei suoi commilitoni.
Uno dei temi evidenti del romanzo è la pazzia dei tradizionali concetti di patriottismo e onore, che porta la maggior parte degli aviatori ad accettare inghippi come il Comma 22 e le menzogne dei comandanti, dei burocrati e dei politici alle loro spalle; Yossarian rifiuta sempre gli argomenti retorici basati su amor di patria e onore che di volta in volta gli vengono rivolti.
È senz'altro singolare che in questo libro, nonostante i "cattivi" (o comunque il nemico) siano ufficialmente i tedeschi, non compaia mai un solo soldato tedesco in tutta la trama (appaiono invece diversi personaggi italiani, ma si tratta solo di civili, indaffarati più a sopravvivere che a ragionare sulle grandi questioni politiche). Man mano che la narrazione va avanti, Yossarian impara a temere più i burocrati americani che i tedeschi che vogliono abbattere il suo bombardiere. Ma l'assenza del nemico non è solo una brillante trovata di Heller: riflette invece il carattere della guerra moderna, specie quella aerea, dove il nemico è invisibile, e dove si distruggono città intere da lontano, a migliaia di metri di quota. Eppure Yossarian non è indifferente alla vita degli italiani bombardati, come rivela l'episodio in cui rischia la corte marziale pur di non sganciare bombe su una cittadina di nessuna importanza strategica, scelta per errore come obiettivo dal comando (episodio che forse accenna alla distruzione di Dresda avvenuta in Germania nel 1945).
Il ritmo di Comma 22 è frenetico, il suo tono è brillante e arguto, e il suo senso dell'umorismo è fondamentalmente basato sull'assurdo, ma inframmezzato di episodi di brutale realismo.

venerdì 28 marzo 2008

Un po' di ¿politica? ¿o molto senzo d'umore?

Veramente, a volte, ho vergogna d'essere spagnola quando leggo quello che i nostri politici dicono, quando parlano e parlano senza dire niente...
Sarei felice d'avere un politico in Spagna come Sarkozy, o come Mme. Royale, o Angela Merkel,anche come Gordon Brown o Gerry Adams... Ma, allora, ricordo la politica italiana e, subito, per qualche minuti, mi riconcilio con la mia nazionalità.
Il video dal youtube que inserisco cui è un esempio di quello che voglio dire.


Perbacco! Magari potremmo cantare questa canzonetta a classe, col Karaoke... Può essere divertente... ¿no?

martedì 22 gennaio 2008

IL VERDETTO di Valeria Parrella

Come mi piacciono i personaggi della letteratura antica greca! E questa versione dei pensieri di Clitemnestra, del suo amore per Agamennone è bella e dura. Credo che nessun altro abbia mai descritto i sentimenti e i rapporti umani così bene che gli autori antichi greci.
È impattante cuando dice: “è l’uomo che si ama che si è disposti a uccidere, per l’uomo che si odia non muove vendetta. Vendetta è figlia di Dolore che è figlio di Amore”
Quelo che è terribile, anche, è il disprezzo per Egisto e Cassandra, due carattere che non valgono niente, che secondo Clitemnestra, non esistono come persone al punto che non ha neanche la voglia d’uccidere Cassandra: non l’importa se vive o muore.
La domanda che mi viene adesso è se esistono amori così. ¿È vera la frase sulla vendetta, il dolore e l’amore? Non è la mia concezione del amore, per niente, ma...
Perbacco! Dimenticavo ringraziare la mia cara professoressa: Grazie INA, per lasciarme questo libro, così bello!

sabato 19 gennaio 2008

Stupore e tremiti



Ho finito di leggere il libro che la mia cara amica Anna mi ha portato di Parigi. E sono contenta per tre cose. La prima, perché l’istoria che racconta questo libro mi fa essere ancora più felice d’essere nata in Europa, d’essere occidentale e della mia cultura giudea cristiana. Veramente, il libro è molto divertente, ma solamente se hai un gran senso dell’umore... se non, può fare anche paura! Penso che il titolo di “Stupore e tremiti” è assolutamente giusto.
La seconda ragione per essere contenta è che mi piace tanto sapere che il libro viene di Parigi. Mi piace tanto Parigi. Molti anni fa, c’era una frase che diceva: “Quando Parigi starnuta, Europa si raffredda” E penso che questa affermazione continua vigente.
Per finire, la terza ragione, per me la più importante, è sapere che ho una bell’amica che pensa a me anche a Parigi! Un’amica così non la troverai facilmente. Davvero, MILLE GRAZZIE ANNA.

sabato 24 novembre 2007

Qualcosa per leggere


Oggi sul giornale ho letto che un’autrice chiamata Mariolina Venezia ha vinto il “Premi Llibreter”con un libro che si chiama “Mille anni che sto qui”, la saga d’una famiglia in Lucania, che spiega 130 anni della storia d’Italia. I critici dicono che questa storia sembra un po’ quella dal “Gattopardo”.
Credo che questo libro sarà per Natale a casa mia... non so se in spagnolo o in italiano...

venerdì 2 novembre 2007

L’amore, visto da Oscar Wilde

1) Si dovrebbe essere sempre innamorato. Per questo motivo non dovremmo mai sposarci.
2) Niente come l’amore d’una dona sposata. C’è qualcosa che nessun marito sa per niente!
3) Un uomo può essere felice con qualsiasi dona sempre che non ne sia innamorato.
4) Le donne sono fatte per essere amate, non per essere capite.
5) L’unica cosa che un uomo può fare con una donna è: fare l’amore con lei, se è bella, o farlo con un’altra, si è brutta.
E poi, la frase definitiva:
6) Amare da vero la tua propria persona è l’inizio d’una avventura che durerà tutta la vita.