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lunedì 21 aprile 2008

Il mio lavoro

Il mio lavoro

Come tutte le cose nella mia vita, il mio lavoro non è facile a spiegare. Adesso lavoro per me, a casa, faccio delle traduzione per qualche cliente e faccio anche delle intervisti per una pubblicazione giuridica che edita La Vanguardia tutti i mese (Togas, si chiama). Lavoro in questo tema dopo l’anno 96, quando ho deciso finire di lavorare per altri tra recuperarmi d’una depressione che ho avuto per causa dello stress.
In quelli tempi, lavoravo molto, miei figli erano piccoli, i miei rapporti con mio marito non erano, per dirlo soavemente, perfetti... guadagnavo molti soldi ma non ero felice per niente e, un giorno, dopo questa stupida depressione, ho deciso che non volevo essere la più ricca del cimitero ma vivere meglio, essere più contenta con me stessa e godere di più con quello che m’importava davvero!
Così, ho cominciato a lavorare da me, con l’orario che mi piaceva di più, con meno soldi ma molto più felice.
Credo che è una scelta molto personale ma sono contenta d’averla presa. Magari c’è un solo inconveniente: NON AVRÒ MAI UNA FERRARI!!

giovedì 6 dicembre 2007

Andrea


Descrivere Andrea è facile se parliamo del suo aspetto fisico. Mia figlia e una ragazza magra, molto espressiva, con grandi occhi marrone a mandorla e con un sorriso radiante. I sui capelli sono castagni, ondulati e lunghi. Ha il viso di una persona vitale e felice. La gente dice che sembra un po’ una gitana, magari della famiglia di Rosario Flores... ma prometto che io non ho mai conosciuto nessun uomo della famiglia González-Flores. Al meno non intimamente.

Se parliamo del suo carattere, magari avresti bisogno d’avere un po’ di pazienza con me perché non è facile da spiegare, neanche in spagnolo!
Potrei dire che Andrea è vitale, un romanzo permanente, esagerata, testarda, romantica, brava, gentile, per lei non esistono i colori grigi: c’è il bianco e c’è il nero e, se non ti piace, tu hai un problema! Forse c’è per causa della sua giovinezza, ma non sono sicura che nel futuro cambi.
Sempre ha ragione. Non si può discutere con lei, ma è la migliore amica dei sugli amici e delle sue amiche.
Mi piace così tanto la sua concezione della vita, che vorrei avere la sua età per ricominciare la mia con la stessa bravura e lo stesso ottimismo di lei.

domenica 2 dicembre 2007

Superata dalla technologia

http://www.youtube.com/watch?v=SDyuarcu14Y

L’ho intentato. Vorrei sapere come farlo per aggiungere della musica dal youtube nel mio blog, ma come non ho il tempo sufficiente per investigare, vi posso qui un link che mi piace tanto, tanto... che voglio compartirlo con i miei amici.
Magari vi piaccia anche a voi!

domenica 18 novembre 2007

Da piccola


È già il sabato sera e non ho cominciato lo scritto che dovrei fare. Davvero che volevo pensare a qualcosa d’interessante nella mia infanzia, mah... ho scoperto che potrei dire che sono stata felice.
La mia famiglia era com’erano anticamente le famiglie: come una tribù dove tutti sapevamo dove era il nostro posto. Andavamo sempre insieme i miei genitori, i miei nonni, mia zia, i miei fratelli, e io. Veramente credo che fu un’infanzia perfetta e sono contenta d’averlo fatto sapere ai miei molte volte.

Ero una bambina grassottella, bionda, con i capelli ondulati e veramente piccola. Mio fratello Alejo mi chiamava “pequenyota”, che vuole dire “piccolina”. Dopo sono cresciuta un po’ e il nome è diventato “Nyota”.
Ricordo che lui era il mio protettore: con gli amici, i professori, anche con i nostri genitori e i nostri nonni. Non voglio dire che avevo sempre bisogno d’essere protetta, ma potrei dire che, a volte, non ero esattamente una bambina tranquilla...
Non solo mio fratello mi coccolava, ma anche il mio babbo, di cui ero la favorita, senza dubbio, e poi, non potrei dimenticare mia nonna.
Mia nonna era bella, brava, divertente... fantastica! Ricordo che io non volevo andare da nessuna parte senza lei. C’è così che, in vacanze, i miei genitori e mio fratello andavano a Lloret, al mare, e io andavo con mia nonna in montagna. Credo che questo fu perché ero un po’ malaticcia e il mare non mi faceva bene. Quindi, le mie vacanze da piccola con mia nonna come la migliore epoca della mia vita.
Non tutto era felicità, però. C’è una cosa che non era piacevole per niente, e che sempre che penso alla mia infanzia ricordo come se fosse oggi. Inoltre, tutte le volte che ho provato a spiegarlo, la gente mi guarda come se fossi matta! Lo proverò adesso un’altra volta, ma sono sicura che non capirai per niente.
Il problema era che le mie mutandine mi stringevano! Davvero! Quando l’ho spiegato alla mia mamma qualche anni fa (3 o 4 anni fa, solamente, quando ho ricordato questa terribile esperienza che potrebbe avermi causato anche dei problemi psicologici per tutta la vita ) ha riso molto perché non poteva capire perché io non lo avevo mai detto quando ero bambina. Lei non ne sapeva niente. Perché non l’ho mai detto? Perché credevo che c’era normale, che tutte le mutandine stringevano! Certo che pensavo che la questione delle mutandine era molto stupida e che qualcuno avrebbe dovuto fare qualcosa per finire con questo problema che io credevo mondiale... mah... Dunque, è logico pensare che se questo era il mio unico problema da piccola, sicuramente ho ragione se credo che da piccola sono stata felice.
Felice davvero.

domenica 11 novembre 2007

Domani 20 anni, già!!


Mia figlia ha già 20 anni, e non posso crederlo. Neanche lei può! Le due pensiamo che il tempo vola e abbiamo un po' di paura di perdere questa bella relazione che la foto mostra: io, la mamma, con viso di dire “cosa ai fatto, adesso”, e lei come se dica “non ho fatto niente malo e questo è tutto” Forse c’è l’immagine della nostra complicità! Domani, giorno del suo anniversario sarà il primo giorno del resto de la sua vita. Magari sia fantastica!

venerdì 9 novembre 2007

Soccorro!


Ho provato, ma non sono capace di mettere dei link sul mio blog. Forse la mia amica Annetta potrebbe uno di questi pomeriggi venire da me per aiutarmi??? Si????

Non vorrei pensare a il giorno che intenterei ci mettere della musica. Credo che ci sono delle cose per le quale non sono nata. Devo riconoscere che, a volte, la tecnologia mi vince.

mercoledì 7 novembre 2007

Ho vinto alla tentazione (per ora)



Diceva Oscar Wilde che l’unica maniera di vincere alla tentazione c’è ci soccombere.
Questa volta, però, credo che il mio ammirato scrittore non ha ragione e, pertanto, sono decisa a non parlare de la Rodoreda. Perché? Perché vorrei avere molte “distinti” e qualche “ottimi” negli esami quest’anno... JA JA JA.
Cosa farei prossimo anno da sola a secondo corso senza i miei amici, che starebbero tutti a terzo! No, no... Definitivamente non devo parlarne....
JA JA JA

domenica 4 novembre 2007

Gli amici di Georges (Brassens)


Prometto che, quando avrò finito di leggere “Olga”, scriverò un messaggio per spiegare a quelli nati dopo li anni 70 chi è Georges Brassens e anche che cosa vuole dire essere uno dei amici di Georges! Sicuro che quelli nati prima di quelli anni conoscono bene...