
Le autorità degli Emirati Arabi non hanno concesso il 'pass' alla giocatrice Shahar Peer, che lo scorso anno a Dubai era diventata la prima israeliana a prendere parte ad un torneo organizzato in un paese del Golfo
La tennista israeliana Shahar Peer si è vista rifiutare il visto di entrata dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti, dove da domani avrebbe dovuto prendere parte al torneo di Dubai. La Peer, 21 anni, numero 48 del mondo, che lo scorso anno a Doha era stata la prima giocatrice israeliana a prendere parte ad un torneo organizzato in un paese del Golfo, avrebbe dovuto affrontare la numero 15 del seeding, la russa, Anna Chakvetadze. Le tensioni in Medio Oriente per l'offensiva militare israeliana contro la Palestina, hanno spinto le autorità degli Emirati Arabi a non concedere il visto d'ingresso alla giocatrice che ha svolto il servizio militare nell'esercito israeliano.
''Siamo profondamente delusi, dalla decisione degli Emirati Arabi Uniti, di negare il visto d'ingresso nel paese - ha commentato Larry Scott, portavoce della Wta, il circuito femminile -. La Peer ha guadagnato il diritto di giocare il torneo ed è deplorevole che le sia stato negato questo diritto. La Wta ha delle regole chiare, nessun paese dovrebbe negare ad una giocatrice il diritto di prendere parte ad un torneo dove era qualificata".
Scott ha inoltre spiegato che la "Wta sta analizzando quanto avvenuto, per tutelare in tutte le sedi la Peer, e sta studiando delle azioni nei confronti del torneo di Dubai".



